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giovedì 30 giugno 2011

DAI COMITATI NO INCENERITORE

COMUNICATO STAMPA

COMITATI NO INCENERITORE
RICEVUTI IN REGIONE


PER APPROFONDIRE L'ITER PROCEDURALE

I Comitati No Inceneritore di Paderno Dugnano, Cormano, Bollate, Novate Milanese e Senago dimostrano per l'ennesima volta il proprio impegno a informare in modo corretto la popolazione circa l'iter del Progetto Inceneritore presentato dalla società Paderno Energia srl. Per questo scopo i Comitati hanno chiesto un incontro chiarificatore agli Uffici competenti della Regione e ora mettono a disposizione di tutti le risposte ricevute dai tecnici responsabili della V.I.A. (Valutazione dell'Impatto Ambientale).
A differenza dei Comitati, l'Amministrazione Comunale di Paderno Dugnano ha indotto tra i cittadini la convinzione che ormai non esiste più il rischio della realizzazione dell’inceneritore, sostenendo in più occasioni che «l'Inceneritore non si farà grazie all'atto di autotutela» (=ritiro del permesso di costruire) emesso dalla Giunta Alparone. Questo ottimismo non è giustificato da certezze, come vedremo.
Chiediamo pertanto al Sindaco di Paderno Dugnano di collaborare con i Comitati NO INCENERITORE e di informare in modo adeguato i cittadini. Chiediamo inoltre a tutti i Sindaci delle Città interessate (Paderno Dugnano, Bollate, Cormano, Novate Milanese e Senago) di mettere in campo un'azione congiunta al fianco dei cittadini per il raggiungimento dell'obiettivo comune.

Paderno Dugnano, 29 giugno 2011. Lunedì 27 giugno una delegazione dei Comitati No Inceneritore (Gianni Doglio di Bollate, Michele Cagiano di Cormano, Pierluigi Sostaro di Novate Milanese e Giovanni Giuranna di Paderno Dugnano) è stata ricevuta nel nuovo Palazzo della Regione per alcuni chiarimenti circa la procedura relativa all'Inceneritore che dovrebbe sorgere nell'area ex Tonolli di Paderno Dugnano.
All'incontro erano presenti il Responsabile V.I.A. (Valutazioni di Impatto Ambientale) della Regione Lombardia, Ing. Filippo Dadone, e i suoi collaboratori Ing. Riccardo Girola e Ing. Giuseppe Civati che hanno cortesemente risposto a tutte le domande poste dai cittadini offrendo i chiarimenti circa una materia decisamente complessa.

Per consentire a tutti di comprendere l'iter valutativo del Progetto (tuttora in corso) i Comitati NO INCENERITORE mettono a disposizione il seguente prospetto sintetico:

  • Dal sito regionale S.I.L.V.I.A. (Sistema Informativo Lombardo per la Valutazione dell'Impatto Ambientale) si evince chiaramente che l'iter del progetto presentato da Paderno Energia è attualmente sospeso ma non concluso. Si veda la pagina dedicata: http://silvia.regione.lombardia.it/silvia/jsp/schede/schedaSintesi.jsf?idProcedura=030100000870&titolo=V.I.A.%20Regionali
  • Sull'Inceneritore di via Beccaria l'ultima parola spetta alla Provincia che dovrà rilasciare una Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.).
  • Per giungere all'autorizzazione A.I.A. (di competenza della Provincia) è necessario che la struttura regionale V.I.A. (Valutazioni di Impatto Ambientale) si esprima positivamente. Se la V.I.A. fosse negativa, l'iter di autorizzazione del progetto Inceneritore si interromperebbe immediatamente.
  • La Provincia è tenuta a esprimersi anche all'interno della procedura V.I.A. (viene acquisito un parere tecnico circa la procedibilità/ammissibilità e, successivamente, un parere nel merito del progetto). La dichiarazione politica resa dal Presidente della Provincia Guido Podestà il 26 marzo 2010, a due giorni dalle Elezioni Regionali (“non sussistono le condizioni per il rilascio dell’autorizzazione all’impianto”), non è stata purtroppo - ad oggi - tradotta in termini tecnici.
  • La V.I.A. è un procedimento strettamente tecnico. Il giudizio si baserà su tutti gli elementi che sono stati raccolti da parte degli Enti coinvolti: Comuni, Provincia, Regione, ARPA, ASL, Amiaque, ecc...
  • La legge prevede la possibilità di richiedere proroghe. Al fine di evitare possibili ricorsi e contenziosi l'Amministrazione Pubblica tendenzialmente concede ampiamente al proponente la possibilità di predisporre la documentazione necessaria.
  • Il 27 aprile scorso la Struttura VIA della Direzione Generale Ambiente Energia e Reti della Regione Lombardia ha richiesto a Paderno Energia srl nuove integrazioni concedendo per questo una proroga di 60 giorni (+ eventualmente altri 45 giorni con richiesta motivata). Anche i 45 giorni sono stati concessi. Quando il proponente avrà depositato la documentazione richiesta, nell'arco di uno-due mesi verrà convocata una Conferenza di concertazione, alla quale – secondo la normativa - i cittadini ed il proponente non potranno partecipare perché sarà una riunione riservata ai vari Enti con lo scopo – puramente istruttorio – di prendere atto dei pareri raccolti. Tale conferenza non si configura come momento decisionale/autorizzatorio. Dopo la Conferenza di concertazione gli uffici competenti della Regione rilasceranno la V.I.A. che verrà acquisita all'interno del procedimento provinciale A.I.A. L'iter si concluderà con una Conferenza dei servizi (convocata dalla Provincia) che avrà valore autorizzatorio. A tale Conferenza i cittadini organizzati in Comitati potranno prendere parte, se autorizzati dalla Provincia. Il risultato di questa Conferenza dei servizi influisce sul PGT dei Comuni, trattandosi a tutti gli effetti di un'autorizzazione.
  • Non potendo partecipare alla Conferenza di concertazione, i cittadini possono tuttavia chiedere un contraddittorio, cioè un incontro con il proponente per ricevere chiarimenti. L'Amministrazione ha facoltà di partecipare per assumere eventuali indicazioni utili. L'incontro può essere verbalizzato.
  • Dal momento che il Progetto Inceneritore, presentato da Paderno Energia, è considerato a Rischio Incidente Rilevante si dovrà esprimere il C.T.R. (Comitato Tecnico Regionale) del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per valutare il rischio industriale circa la sicurezza e il piano di emergenza. In questa sede dovrà essere considerata attentamente la vicinanza dell'impianto all'abitato e ad un'altra azienda a Rischio Incidente Rilevante quale la ECOBAT.
  • L'indisponibilità dell'area da parte del proponente non costituisce di per sé un ostacolo insormontabile alla realizzazione del progetto, come risulta anche dalle vicende connesse all'ampliamento dell'inceneritore di Trezzo sull'Adda. In quel caso il procedimento V.I.A.-A.I.A. si era chiuso negativamente per indisponibilità dell'area, ma la società ha presentato ricorso al TAR che le ha dato ragione (è il primo caso!) in quanto sussisterebbero i caratteri di interesse pubblico e urgenza per cui si può procedere a esproprio dell'area. In questi casi infatti la normativa nazionale agevola la realizzazione di impianti considerati di interesse superiore. Pertanto l'atto di autotutela (cioè il ritiro dell'autorizzazione a costruire) posto in essere dal Comune di Paderno Dugnano non esclude la possibilità della realizzazione dell'impianto.
  • La necessità di bonificare l'area non impedisce il rilascio di V.I.A. e A.I.A. positive. Naturalmente, però, prima di realizzare l'impianto sarà necessario provvedere alla bonifica, richiesta come condizione.
  • Valutazione dei tempi. Nonostante il lungo periodo trascorso dalla conferenza dei servizi del 9 marzo 2010, l'iter valutativo del progetto è ancora in fase preliminare. Pertanto, se a settembre Paderno Energia presenterà le integrazioni richieste, il rilascio della V.I.A. nell'ipotesi più rapida potrebbe avvenire per la fine dell'anno 2011 e nei mesi seguenti l'A.I.A.
I Comitati di Cittadini NO INCENERITORE

QUESTIONE RHO-MONZA: SI VA AVANTI CON QUALCHE SPIRAGLIO?

Si è conclusa la parte tecnica del tavolo intercomunale martedì scorso. I 5 comuni coinvolti (Paderno Dugnano, Cormano, Novate Milanese, Bollate, Baranzate) hanno trovato l’intesa definitiva ed è stato effettuato un computo accurato e dettagliato dei conti. Il conto economico è sceso a 163.000.000 €. Non ci sono scusanti neppure sui costi di realizzazione che risultano essere inferiori a quanto ipotizzato da Provincia e Serravalle.
Le Amministrazioni Comunali hanno concordato un testo di delibera che dovrà essere sottoposta all'esame ed approvazione delle Giunte, cosa che ci si augura accada presto in modo da consentirne in tempi brevi la presentazione del progetto a Provincia, Serravalle, al RUP per il Ministero...”

Chiuso il capitolo tecnico, aperto il capitolo politico.
Si segnalano, per la rassegna stampa, i seguenti due articoli
che riprende in particolare l'aspetto legato agli eventi del TAR
 
che riprende più da vicino i fatti accaduti in settimana.

verdi lombardia: COMUNICATO STAMPA :NAUFRAGA LA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA GOVERNANCE DEI PARCHI LOMBARDI

La proposta  di modifica della governance dei parchi lombardi è naufragata in Consiglio Regionale e tornerà alla commissione competente.

In seguito al voto segreto ,e' passato  l'emendamento dell'opposizione contro la nomina all'interno del Consiglio di Gestione di un rappresentante designato dalla Regione.
Il sistema dei parchi è importante per Regione Lombardia, non solo perché copre il 30 per cento del territorio e coinvolge 500 comuni, ma anche per arginare l'aggressione  del suolo che ha interessato la nostra regione negli ultimi anni .

Il tentativo del Governo Formigoni di mettere  una mano sulle aree protette lombarde e' per fortuna fallito , probabilmente per dissidi e rivendicazione tutte  interne alla maggioranza .

I Verdi lombardi  sono favorevoli ad un raffforzamente delle tutele di parco contro le deroghe atte ad infiltrare operazioni speculative, sono favorevoli ad una estensione dei confini dei parchi  e oppongono all'accentramento opportunista formigoniano il coivolgimento fattivo di tutte quelle realta' territoriali  che vivono sul territorio ( pro loco ,agricoltori,associazioni) all’interno degli organi dell’ente, con un ruolo non solo consultivo, ma attivo e decisionale .
 
Elisabetta Patelli

Presidente Verdi della Lombardia

mercoledì 29 giugno 2011

Regione Lombardia: in discussione oggi il DECRETO AMMAZZAPARCHI

da ecoinformazioni

Non passa la proposta della Giunta regionale lombarda per i Parchi

29 giugno 2011
«Si rischia la chiusura» sbotta a caldo l’assessore Colucci, «la stessa maggioranza ha affossato il centralismo del Governo Formigoni che, dopo la sanità, voleva allungare le mani anche sull’ambiente e sulle nostre aree protette» il commento dei democratici Gaffuri e Martina Leggi il seguito di questo post »

Qui di seguito il comunicato diffuso nei giorni scorsi dai comitati lombardi a difesa dei parchi, oggi in presidio davanti al pirellone mentre il punto era in discussione. 

Le Associazioni del Coordinamento “Salviamo il Ticino” e le altre Associazioni presenti all’assemblea organizzata in occasione della Festa del Solstizio d’Estate 2011, preso atto delle minacce che da piú parti vengono rivolte nei confronti del Parco del Ticino e che mettono in serio pericolo l’esistenza stessa del Parco come ente amministrativo e aerea naturale di grande pregio e di rilevanza internazionale (area MAB – Unesco), all’interno di una battaglia che ha come obiettivo primario al difesa dei “beni comuni”: territorio, acqua e patrimonio umano,
RIBADISCONO

che sono fortemente contrari all’attuazione del Master Plan predisposto da SEA, alla realizzazione della terza pista di Malpensa e alle infrastrutture ad esso collegate, visti i preoccupanti risultati dei monitoraggi che hanno messo in luce un peggioramento della salute dei cittadini e dell’ambiente in tutto il territorio del Parco;

che l’ennesima legge regionale “ammazzaparchi”, in discussione mercoledì 29 giugno 2011 presso il Consiglio della Regione Lombardia, svuoterà in concreto tutti i Parchi lombardi del loro ruolo specifico e fondamentale di salvaguardia, tutela e promozione dell’immenso patrimonio storico-naturalistico degli stessi;

che la suddetta legge effettivamente prevede la possibilitá di ridurre l’aerea di competenza dei Parchi ai soli ambiti agricoli e naturali;

che detta legge dimentica lo spirito popolare che nel corso degli anni Settanta animò fortemente l’istituzione dei Parchi lombardi, in difesa del nostro territorio e della nostra identità storico-culturale;

che esiste il rischio concreto, per il Parco del Ticino, di sparire per sempre dalle riserve “Men and Biosphere” [MAB], qualifica internazionale assegnata dall’UNESCO.

IL CONSIGLIO COMUNALE SULLA PROPOSTA DEL TELERISCALDAMENTO


Il punto 13 in discussione "Concessione di un servizio di pubblica utilità: teleriscaldamento"(che tanto ha fatto e farà discutere), è stato ritirato in maniera non meno autoritaria di come era stato proposto. Dopo che le forze di opposizione ne avevano chiesto il ritiro senza ottenere la maggioranza dei voti, è stato il Sindaco che lo ha deciso, quasi a voler evidenziare la sua non considerazione del ruolo dell'assemblea. Al di là di questa digressione sulle dinamiche osservate, qualcosa da dire su quanto ascoltato in aula questa sera l'abbiamo. 
Per informazione, diciamo per chi non c'era che l'idea dell'amministrazione è quella di far realizzare un impianto di cogenerazione che bruci gas e produca, oltre ad acqua calda per il teleriscaldamento, energia elettrica. In sostanza una centrale a gas con funzione di centrale elettrica e termica. L'area privilegiata sarebbe quella di Via Pepe, già oggetto di bonifica da attuarsi a cura di Filca case.  L'impianto produrrà CO2 e sarà rumoroso, questo è certo. Sull'entità del rumore ci sono state posizioni discordanti. Secondo l'Assessore Tonello sarà come quello del motore di una macchina, secondo altri come quello di un aereo. Tra questi due estremi, ciò che effettivamente sarà, è comunque "rumore".
Ma andiamo ora ad esporre alcune considerazioni che riteniamo importanti.
Prima questione: è chiaro, dalle parole dell'Assessore Tonello, che il progetto del teleriscaldamento trae origine da un ragionamento puramente economico e questo crediamo sia sbagliato. Sarebbe stato invece logico e corretto partire da un ragionamento sul piano energetico, individuare il reale fabbisogno, definire una strategia di sistema, far discendere proposte e operare solo dopo delle scelte, a garanzia della realizzazione di un servizio realmente utile alla città e alla qualità del suo ambiente. La conferma del fatto che la proposta derivi da un calcolo meramente economico, la dà il Sindaco quando dice che la scelta di utilizzare aree standard è un modo per valorizzarle (e incassare risorse).
Non siamo così convinti che la monetizzazione del suolo posto a fruizione pubblica sia un modo per "valorizzarlo". L'area in particolare di cui si parlava, quella di Via Pepe, una volta bonificata e messa in sicurezza può rappresentare un valore aggiunto per i residenti nella zona (in termini di fruibilità del verde pubblico e valorizzazione del loro patrimonio immobiliare) e per tutti gli altri abitanti di Paderno Dugnano come dose di verde pro capite. Dipende insomma da chi "realizza" il valore e da che tipo di valore di realizza...
Seconda questione che ha a che fare ancora col metodo: perché l'atto d'indirizzo, contenente già lindividuazione delle due aree candidate, è stato posto al voto del Consiglio Comunale? Sarebbe stato diverso produrre un documento di indirizzo della Giunta e su questo andarsi a confrontare con la popolazione e nelle commissioni consiliari prima di giungere ad una decisione definitiva.  Può forse essere il modo per creare un precedente sull'utilizzo delle aree standard e dare il via così ad una svendita del suolo pubblico con l'avvallo del Consiglio?
Terza questione che si ricollega all'ubicazione infelice ipotizzata e in qualche modo alla svendita che si vuole fare delle aree standard: perché non si pensato di realizzare l'impianto ad esempio all'interno della Metalli Preziosi che è un'area dismessa che insiste sulla stessa zona? Qualche dubbio ci viene.. forse che si vuole lasciar libera l'area della Metalli per qualche altro tipo di realizzazioni?
Ad un buon osservatore la risposta. Noi osserveremo attentamente.

lunedì 27 giugno 2011

PADERNO DUGNANO - "Concessione di un servizio di pubblica utilità: teleriscaldamento" - ODORE DI SPECULAZIONE

La notizia è ampiamente rimbalazata nella rete in questi giorni, ma non è ancora di dominio pubblico: sarà in discussione nel prossimo Consiglio Comunale del 28 giugno alle ore 19.30 la proposta di realizzazione di due impianti di co-generazione per teleriscaldamento a Paderno Dugnano localizzati nei quartieri di Dugnano e Incirano. Il punto all'ordine del giorno reca: "Concessione di un servizio di pubblica utilità: teleriscaldamento - indirizzi per la realizzazione di impianti (privati!) nel territorio comunale". L'allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dai partiti di opposizione in Consiglio Comunale a conoscenza del progetto già in cantiere da qualche mese, sicuramente da marzo (il progetto è visionabile a qs link).
Pare ci sia molta "fretta". Il blitz non riuscito con l'Inceneritore di Villaggio Ambrosiano (questione ancora non risolta) lo si sta tentando ora, tirando magicamente fuori dal cappello qualcosa su cui si sta ragionando dentro al "palazzo" da tempo. Lavoro da carbonai... Ma perchè mai questa amministrazione ha così tanto interesse per progetti di questo tipo? La crisi economica frena la speculazione del tradizionale mattone spostando l'attenzione su altri oggetti di non minore impatto dal punto di vista del consumo del suolo, della qualità dell'aria, dal punto di vista paesaggistico e qualitativo per la città e i suoi abitanti... ma non meno redditizio.  
L'esito del referendum sui beni comuni non sembra aver insegnato niente a questa amministrazione. Al di là della posizione scellerata in area densamente abitata, come è possibile pensare si collocare un'impianto di cogenerazione su un'area pubblica classificata come area standard? Un impianto industriale di questo tipo, se proprio lo si vuole fare, va collocato in un'area industriale. A che prezzo si pensa di svendere il territorio bene comune? 
 Si dice di voler realizzare "teleriscaldamento", ma qualche dubbio sorge: è così conveniente riscaldare dell'acqua?  Si vuol fare del teleriscaldamente o energia elettrica? Oppure si vuole forse regalarci qualche nuovo impianto di incenerimento?
Cosa pensiamo di questo tipi di impianti è risaputo. Con il provvedimento scandalo del Cip6, osteggiato con forza dai Verdi, in Italia si è elevata la cogenerazione da combustione di rifiuti a "fonte rinnovabile", cosa che non è. Cosa s'intende bruciare a Paderno Dugnano? ... rifiuti urbani?  gas? olio di palma?.. rifiuti tossico nocivi? cosa? Oltre a puzza di fumo sentiamo puzza di altro... chi è che c'è dietro e spinge verso la realizzazione di questo tipo di impianti? Cacciati da una porta, si infilano dall'altra.. cacciati dall'altra, entrano dalla finestra...
Martedì sera invitiamo tutti ad essere presenti in Consiglio Comunale e a vigilare sull'operato di questa amministrazione. Noi ci saremo. 
Difendiamoci. 

la lettera aperta delle deputate europee Merkies e Auken e di Monica Frassoni ai commisari europei sull'emergenza rifiuti

Bruxelles, 27 giugno 2011

Egregio Commissario Potocnik,

Egregio Commissario Dalli,
Siete sicuramente a conoscenza della situazione molto difficile che stanno vivendo i napoletani a causa della nuova e preoccupante emergenza rifiuti.

In questo momento, più di 2000 tonnellate di rifiuti sono riversate nelle strade della città; il clima molto caldo, l'esasperazione dei cittadini, disordini in parte organizzati creano pericoli per la salute degli abitanti. La vita della città é sconvolta e, soprattutto, nessuna soluzione è in vista.

I cittadini di Napoli sono cittadini europei. Le leggi europee e la legalità continuano a non essere rispettate e la Commissione deve reagire.
La situazione non è molto cambiata dalla sentenza della Corte di Giustizia del marzo dello scorso anno. Non solo non vi è stato alcun progresso per quanto riguarda l'adozione di un piano realistico e sostenibile per smaltire i rifiuti in grado di rispondere alle esigenze della città, ma il Governo centrale, la Regione e la Provincia sembrano aver perso interesse in materia. L'attuale e drammatica situazione è il risultato di tre elementi sui quali vorremmo attirare la vostra attenzione. leggi tutto..

sabato 25 giugno 2011

COMUNICATO COMITATO INTERRAMENTO RHO-MONZA: Il Ministero di nuovo battuto!


Apprendiamo in questi giorni di un nuovo passo falso fatto dal locale Provveditorato alle Opere Pubbliche, stazione appaltante dei lavori di riqualifica della Rho Monza per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Se volessimo tenere il conto, questo è di fatto il terzo scivolone dalla pubblicazione del disciplinare di gara. Nei fatti, oltre alle già trattate vicissitudini legate all’annullamento dell’esclusione della società “Condotte” da parte del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia (TAR) (ndr per il quale, tra l’altro, si è in attesa della decisione definitiva), si è appreso che il medesimo Organo Giurisdizionale si è già espresso per ben due volte a favore di un’Associazione Temporanea di Imprese (ATI) anch’essa esclusa, in via preliminare, dalla possibilità di accedere alla fase finale di aggiudicazione dell’appalto. Parliamo dell’Ati con a capogruppo  CO.IN.E. Consorzio Stabile Infrastrutture Europee che in data 23 febbraio u.s. ha presentato formale ricorso contro il provvedimento di esclusione emesso dalla Stazione appaltante. Ricorso successivamente accolto in fase preliminare (Decreto Cautelare nr. 201100534 del 23 marzo 2011) e confermato dalla sentenza breve emessa dalla medesima autorità giudiziaria il 05 aprile 2011 (nr. 201100892). Molto interessante il dispositivo della sentenza nella quale si legge, tra i vari atti impugnati per i quali si chiede l’annullamento, e qui testualmente ci limitiamo a citare: LEGGI TUTTO...

mercoledì 22 giugno 2011

MANIFESTO PER I BENI COMUNI EUROPEI



euro-4_200
PER I BENI COMUNI EUROPEI La crisi che colpisce l'economia mondiale e di conseguenza l'euro in questi mesi richiede una risposta radicalmente diversa da quelle attualmente programmate e realizzate. Il modo in cui l'Europa, i suoi governi e gli elettori si occuperanno della crisi greca creerà un precedente importante per la prossima crisi ed i connessi rischi di default nazionali.Le decisioni probabili del governo greco, praticamente lasciato solo, come altri governi in simili crisi di debito, si basano sulla massiccia vendita di beni pubblici a compratori non meglio identificati in modo da raccogliere il denaro necessario per garantire prestiti ulteriori.Questa decisione è sbagliata non solo sul piano politico, ma anche in termini pratici.
Politicamente abbiamo avuto ampie dimostrazioni nel quarto di secolo passato che la deregulation e le privatizzazioni non sono sinonimo di efficienza, investimenti, modernizzazione e competitività.Al contrario, c'è un lungo elenco in Europa e nel mondo, di clamorosi fallimenti e di distruzione di valore da parte di quelle stesse forze di mercato che erano invece state celebrate come portatrici di soluzioni durature a tutti i problemi dell'economia nazionale e internazionale. LEGGI TUTTO...
L'amico e attivista dei Verdi di Paderno Dugnano
Gianluca Alzati, che ora non vive più nella nostra città,
giovedì 23 alle ore 21 sarà alla TilaneBiblioteca per presentare il suo ultimo libro
nell'ambito dell'iniziativa "TRACCE DI NARRAZIONE
Conversazioni e incontri con autori padernesi".
 
Questo piccolo romanzo parla di un orfano, Bepi, uno dei Martinitt del Collegio di Milano, che ha quindici anni nel 1848.
Come si capisce leggendo l’introduzione, è lui stesso, adulto, che racconta la storia di Luciano Manara nel 1861, a Unità compiuta.
Questo stilisticamente permette di avere un doppio punto di vista: quello del narratore onnisciente, adulto, che fa commenti e riflessioni mature e quello dei dialoghi e della storia narrata, che pensa e agisce da adolescente.
Bepi è un ragazzo “difficile”, ribelle e un po’ insolente che attraverso l’esperienza di lotta delle Cinque giornate e l’incontro con Manara, comincerà a coltivare l’amore per la patria e la passione per i valori della libertà e della giustizia.
Incontrerà anche l’amore, tenero e passionale, ma contrastato e conoscerà l’orrore della morte e della guerra.
La figura di Luciano Manara è vista dunque “dal basso” secondo quella che è un po’ la mia cifra stilistica, anche se questo romanzo rappresenta un passaggio da classico libro per ragazzi a testo che si apre anche all’adulto grazie alla doppia chiave di lettura accennata precedentemente.
Il libro copre due anni di lotte: dal marzo 1848 all’estate del 1849, cioè dalle Cinque giornate alla difesa della Repubblica Romana; è diviso in tre parti, introdotte da altrettante canzoni di rock d’autore, scaricabili gratuitamente da internet (www.cassiciaco.it), che ne fanno un po’ la colonna sonora.
Gli episodi relativi al giovane protagonista sono romanzati, mentre tutto ciò che riguarda Manara, il suo carattere, le battaglie etc. è rigorosamente documentabile.
Mi è piaciuto molto approfondire la conoscenza di Luciano Manara perché ho scoperto in lui e ho cercato di farlo emergere tra le righe del romanzo, un sognatore, un idealista. Un giovane animato da grandi ideali, senza “etichette”, senza partiti né protettori. Ho cercato di raccontare questa che, con tutte le sue contraddizioni, mi è sembrata la parte migliore del Risorgimento, lontano da quell’idea retorica e pomposa che forse ci verrà proposta durante l’anno che verrà.
Spero di avere l’occasione, come è stato per i miei libri precedenti, di presentarlo in diversi luoghi raccontando la Storia con musica e parole per coinvolgere chi mi leggerà e ascolterà in modo più diretto ed emozionante.

Gianluca Alzati